Da quelle che sono le mie esperienze in ambito calcistico, sia da tecnico che da dirigente e in seguito a studi e formazione, ho sempre sostenuto, ed in base a quanto succitato si è consolidata in me l’idea che fin da piccoli bisogna migliorare tutte le fasi del gioco. Attacco, difesa, transizione, ecc… Durante una gara spesso vediamo giocatori che perdono palla e non hanno reazione per riconquista e come questo tante altre situazioni. Rincorrere un pallone perduto viene spesso considerato come un qualcosa di naturale, scontato, ecc… In sintesi, non è così. Secondo quanto da me studiato e ricercato la ritengo una condizione che va allenata come se fosse qualsiasi altra condizione che sia tecnica, atletica, ecc… Ritengo che in un calcio moderno sempre più veloce, intenso, ecc… richiede calciatori sempre più predisposti e pronti a condizioni di continua reattività e di conseguenza frequenti cambiamenti in corso di gara. Pertanto è fondamentale, secondo me, instaurare abitudini che non devono essere richiamate ma devono diventare proprie del calciatore quindi divenire spontanee. Per ottenere ciò, occorrono proposte, giochi, esercitazioni, quanto più vicine alla realtà. Ricordiamo di fondamentale importanza che il gioco del calcio è basato su quattro fasi: possesso palla, – non possesso – transizione positiva e negativa. Le fasi di cui sopra sono strettamente legate. E non devono, per nessun motivo, essere separate. Spesso capita, per quanto ho visto in giro, che non vengono rispettate tutte e quattro, ma si lavora scomponendo le fasi, quindi vuol dire abituare i giocatori a comportamenti sbagliati e/o limitati. Mentre è fondamentale abituare, o meglio far crescere, il giocatore a reagire a ogni situazione possa accadere. Es.: palla persa, conquistata, ecc… deve essere in fine che lega ogni fase della seduta ed è parte fondamentale del gioco del calcio. Credo che quanto succitato deve avvenire adeguando tutte le proposte allenati, anche le più scontate. Nelle esercitazioni che si svolgono in ogni allenamento devono essere sviluppate tutte le quattro fasi di cui prima citate. Concludo con una precisazione ed anche convinzione, di quanto sono importanti le quattro fasi del gioco e pertanto bisogna allenarle sin da piccoli. Partendo dai primi calci, ovviamente, con appropriati esercizi, esercitazioni, proposte, ecc… idonee ed adeguate alla categoria e di conseguenza all’età cronologica/biologica dell’allievo.
Prof Stefano D’Alterio
Docente di Scuola Secondaria di Primo Grado
Allenatore UEFA “B” – F.I.G.C.
Preparatore Fisico di 2° Grado per il Tennis – F.I.T.P.