In questo articolo parlerò di un progetto formativo che parte dai piccoli per poi orientarsi verso i più grandi e attività agonistica. Allenatori e docenti sono consapevoli che ogni cosa dove c’è apprendimento è definita emozionale ed esperienziale. Pertanto il gioco del calcio è bello perché vario, come si suol dire, esso è in continuo mutamento e sviluppo. Quando si sviluppa un modo o modello di gioco all’ interno di esso c’è sempre un’idea quale frutto di tutto lo staff tecnico e a volte anche societario. Questo è quanto ottenuto dal sottoscritto insieme ad un gruppo di professionisti, ed ecco l’idea del presente articolo. Il tutto nasce da una mia esperienza con i centri estivi della Federazione Italiana Tennis in qualità di coordinatore delle attività sportive… che insieme al tennis, quale attività primaria, si svolgevano altre discipline sportive tra cui il calcio. Il sottoscritto essendo anche Allenatore Uefa B (Federazione Italiana Giuoco Calcio) ed in collaborazione con altri istruttori, allenatori, docenti, ecc… abbiamo effettuato un lavoro, in ambito calcistico, di sviluppo di abilità tecniche, cognitive, emozionali, apprendimento, ecc… con giochi di possesso… e partite a tema… Con il principio di costruire dalle retrovie, come è solito dire. Tutti i componenti del reparto difensivo, partendo dal portiere, erano interessati alla costruzione della fase di gioco in questione e richiesta dall’allenatore non con troppi vincoli ma lasciando gran parte della creatività agli allievi. In merito a quelle che sono le mie esperienze in ambito calcistico, dal lontano 1996 in qualità di Istruttore Giovani Calciatori e poi dal 1998 Allenatore Uefa B, ed anche in qualità di Docente Scuola Secondaria di primo Grado ho sempre sostenuto e consolidando, con studi ed esperienze, che la costruzione del gioco partendo dal portiere è una forma di crescita e sviluppo sia cognitivo che emozionale. Iniziare un’azione di gioco con la presenza di uno o più avversari ed anche compagni questo determina nella mente del calciatore in possesso di palla di trovare nel minor tempo possibile soluzioni difronte a situazioni complesse e rapide. Questo determina sempre soluzioni condivise, ed ecco che alcune circostanze formano nel ragazzo quel pensiero creativo costruendo quei giocatori pensanti che spesso sono assenti. Nella mia lunga esperienza di allenatore ed insegnante ho sempre messo in risalto l’importanza dello studio, la condivisione ed il confronto dal quale nasce quanto riportato nel presente articolo. Nel momento in cui ci troviamo difronte allievi e/o alunni è fondamentale creare situazioni e contesti dentro cui possono sviluppare abilità, competenze e motivazione. Nel caso specifico del calcio è opportuno renderlo, sempre, quanto più performante ed inclusivo. Ci sono, o meglio dobbiamo creare, dei momenti dove noi allenatori e/o docenti dobbiamo, rigorosamente, porci in modalità di ascolto e osservazione… spesso mi è capitato che proprio gli allievi hanno dato delle idee e presupposti vicini alla loro realtà… al loro mondo… per poi costruire un lavoro di crescita e sviluppo. In conclusione lo scopo di cui al titolo del presente articolo è per rendere chiare le idee a tutti gli addetti ai lavori, sia esso ambito calcistico che scolastico, l’importanza di dover creare, sempre, ambienti e situazioni quanto più dinamiche, emozionali, motivazionali e, perché no, anche complesse per spronare l’allievo ad uno spirito critico e creativo.
Prof. Stefano D’Alterio
Docente di Scuola Secondaria di Primo Grado
Allenatore di Calcio Uefa B – F.I.G.C.
Preparatore Fisico di 2° Grado per il Tennis – F.I.T.P.